048. AL MASTELER

Murale dipinto da Paolo Scarpa nel 1995.

Quello dipinto da Paolo Scarpa è il murale più grande di Cibiana che decora l’intera parete di una casa posta lungo la strada provinciale abitata dalla famiglia dei Master, i costruttori di mastelli del paese.

Era un’attività artigianale che necessitava di grande abilità, a partire dalla preparazione delle doghe a forma piramidale sagomate con l’aiuto di uno stampo, ai cerchi in ferro battuto, scampati sull’incudine al fondo con le assi che venivano inchiodate al loro interno tra di loro.

Esistevano mastelli di dimensioni e forme diverse a seconda dell’uso a cui erano destinati. Quello utilizzato per la mungitura, ad esempio, aveva l’imboccatura più stretta rispetto al fondo per evitare che il latte schiacciasse all’esterno.

L’artista Paolo Scarpa è nato a Venezia nel 1936, Frequenta l’Accademia delle Belle Arti con il maestro Bruno Setti, di cui diventerà collaboratore e dal 1955 inizia ad esporre alla Fondazione Bevilacqua La Masa, partecipando in seguito a importanti esposizioni in Italia e all’estero.

Il murale dipinto a Cibiana è un’opera gioiosa, con motivi decorativi a scacchiera cromatica che richiamano i quadrati magici di Klee e angeliche, figure fluttuanti che ricordano Chagall. Nella parte destra del murale, Paolo Scarpa accenna alla tecnica per costruire il mastello a partire dalla scelta del legno. I mastelli venivano fatti prevalentemente utilizzando l’abete rosso, che aveva il pregio di una buona lavorabilità e di non contaminare i liquidi che doveva contenere. Poi a seguire il master era intento a misurare un cerchio di ferro. Nell’ultima parte Paolo Scarpa sottolinea la dimensione dell’opera e ringrazia chi lo ha aiutato alla realizzazione, predisponendo la parete su cui avrebbe dipinto.