Opera di Toni Benetton del 1990

Toni Benetton è nato a Treviso il 16 febbraio 1910 ed è morto nel 1996.

E’ lo scultore del ferro per antonomasia e la presenza di una sua opera a Cibiana, dove questo materiale ne ha segnato la storia per oltre 600 anni, come ci ricorda l’opera di Mauro Lampo, appare una cosa naturale.

Il monumento al ferro di Benetton ci mostra le faville che si sprigionano quando il ferro rovente viene forgiato, colpito dal martello del fabbro.

Il titolo dell’opera che Benetton lascia a Cibiana non avrebbe potuto essere più semplice: ‘il ferro’ ed è impostata secondo la caratteristica che più colpisce nella produzione dell’artista, ossia la capacità di dare slancio e leggiadria ad una struttura che pesa oltre trenta quintali, grazie al concatenarsi delle singole figure che la compongono, creando quell’alternarsi di pieni e vuoti che proiettano la figura verso l’alto.

Toni Benetton cominciò a conoscere e a lavorare il ferro da giovanissimo, nella fucina dello zio fabbro, e questo materiale caratterizzò la produzione artistica che lo fece conoscere in tutto il mondo.

L’artista si formò all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, sotto la guida di Arturo Martini, ed ebbe successivamente modo di confrontarsi con l’architetto Carlo Scarpa.

I temi affrontati nelle sue opere spaziano dai primi periodi figurativi alle macrosculture, fino ad arrivare a opere strutturali-urbanistiche.

Come ben evidente nell’opera di Cibiana, un peculiare elemento espressivo dello scultore è la ruggine, considerata da Benetton parte integrante della “vita” del ferro, inteso soprattutto come materia naturale.