59. LA EMIGRAZIONE

Murale dipinto nel 2018 da Renata Olivotti

Renata Olivotti è una pittrice di Cibiana, vissuta molti anni in Argentina, dove arrivò a 14 anni per seguire la madre che si trasferiva per aprire una gelateria.

Dell’esperienza la Olivotti dichiara «Non ho scelto io quell’avventura. Non scelsi io di essere impacchettata e trasportata nel lontano continente. Erano le necessità» e da questa affermazione possiamo capire molto del messaggio che il murale dipinto a Cibiana ci vuole lasciare, tanto che quest’opera la possiamo considerare autobiografica, intensa per le sensazioni vissute dall’artista durante la sua emigrazione e per la nostalgia che provava per il suo paese lontano.

Dai colori pastello, dai toni delicati possiamo intuire che il posto dove si trovava la pittrice da ragazza non fosse sgradevole, ma il desiderio la riportava alla sua Cibiana ricordata dal campanile della chiesa di San Lorenzo sfumato nell’azzurro, colore del cielo, colore della nostalgia.

La figura dell’emigrante ci appare divisa a metà a rappresentare il contrasto interno, la divisione tra necessità e affetti, tra ciò che si desidera e ciò che si deve fare perchè la vita spesso non offre alternative.

La formazione artistica della Olivotti avviene in Argentina, attraverso la frequentazione di atelier e corsi di differenti tipi di espressioni artistiche, assimilate per poi maturare in un proprio linguaggio.

Nelle sue opere resta fondamentale la figura umana, stemperata nei colori e nelle forme geometriche, in cui tracce di figurativo si perdono nell’astrattismo, dominato da pochi ma decisi colori. E i lavori sono dedicati alle donne, alla loro lotta per conquistare quell’emancipazione che durante la sua infanzia appariva un miraggio lontano.

Le pennellate energiche e l’uso di colori privi di sfumature indicano quanta caparbietà ci vuole per perseguire sogni e speranze. Questa forza interna è alla base del ritorno a casa della ragazza emigrata giovanissima.

C’è da considerare che le probabilità di ritorno per chi emigrava in altri continenti erano molto basse. Ci voleva una forte determinazione per poter far girare le circostanze a proprio favore.

In un murale di Pianezze si ricorda la storia di un altro ragazzo emigrato in Argentina, che purtroppo non ce l’ha fatta a tornare.