Tronchi a valle

di Luciano Todesco, murales realizzato nel luglio del 1984.

Il murales fu l’ultima opera del pittore veneziano neofigurativo Luciano Todesco, scomparso poco tempo dopo averlo completato.
Il pittore adotta uno stile di forte sintesi che rende la sua realtà talmente astratta da raggiungere i canoni della poetica dell’informale.

Mantiene, tuttavia, dettagli che rendono il soggetto ben leggibile nonostante nel complesso dia l’impressione di un’opera espressionista ed astratta.
Il murales racconta come si svolgeva una delle attività fondamentali per poter affrontare i rigidi inverni: l’approvvigionamento di legna per riscaldare le case.
Per trasportare la legna veniva utilizzata una slitta grande e robusta, chiamata “vedovea”, che pesa circa 25 chili.
Il trasporto era un’attività molto faticosa, che veniva fatta dagli uomini senza l’aiuto di animali.
Durante l’ascesa si usavano racchette da neve necessarie sia per camminare nella neve fresca che per preparare il fondo del percorso di discesa. Poteva anche capitare che tornando a valle, nei tratti più ripidi, si utilizzassero catene per ridurre la velocità della slitta.
Nel dipinto il pittore ritrae se stesso mentre guida la slitta che esce dal tunnel.